Democrazia, Soviet o dittatura. Una scelta possibile?

Veltroni ha ricevuto molti più voti di Casini e quindi è il politico più rappresentativo dell’opposizione italiana.
Berlusconi governa poichè la maggiorparte degli italiani lo ha votato.
Eppure se si andasse a votare dovendo scegliere SOLO tra Casini e Berlusconi il risultato non sarebbe scontato (penso che gli elettori del PD preferirebbero Casini, e conosco molte persone di centrodestra o di AN che han votato Berlusca solo per non far vincere Veltroni e la “sinistra”; inoltre molti democristiani han votato Ssssilvio solo per non disperdere il proprio voto).
In realtà penso che in una sfida Berlusconi-Casini stra-vincerebbe comunque Berlusconi, ma solo perchè i comunisti non andrebbero a votare. Se ci fosse l’obbligo di voto come in Australia invece la sfida sarebbe più combattuta…
O ancora: se non ci fosse stato lo sbarramento avremmo avuto diversi rappresentanti comunisti in parlamento.
Insomma, siamo in un sistema nel quale il risultato non dipende esclusivamente dalla preferenza del cittadino, ma anche da altri fattori!
Con l’attuale sistema di votazioni abbiamo dovuto scegliere tra una quindicina di leader di partiti, e abbiamo dovuto “non disperdere il nostro voto” (io non ho votato chi volevo perchè avrei disperso il mio voto, cioè il mio voto non è dipeso soltanto dalle mie preferenze, ma è STATO INFLUENZATO DALLE REGOLE, cosa totalmente antidemocratica)

IN UNA DEMOCRAZIA IL VOTO DIPENDE ESCLUSIVAMENTE DALLA SOMMA DELLE PREFERENZE DEGLI ELETTORI (FATTA IN MODO PROPORZIONALE O MAGGIORITARIO NON IMPORTA!)

In America per evitare ciò utilizzano un altro sistema: fanno le primarie, si scannano tra di loro e i migliori due si sfidano alle elezioni. Ma anche questo metodo ha grossi inconvenienti, fatto evidente nelle elezioni presidenziali Americane del 1976:
c’erano tre candidati alla presidenza degli Stati Uniti: Carter, Ford e Reagan. Carter vinse contro Ford, ma Ford aveva vinto contro Reagan alle primarie repubblicane. Inoltre la gente preferiva Reagan a Carter. Perciò l’elezione a Presidente degli Stati Uniti dipese esclusivamente dall’ordine con il quale furono fatte le votazioni, e non dalle vere preferenze dei cittadini.

E’ democrazia questa?
Si possono fare ancora molti esempi, ma non li faccio se no mi annoio io, e pure voi. Anzi, ne faccio ancora uno:
Una sana democrazia deve poter garantire libertà di scelta totale (il popolo è sovrano e può decidere qualunque cosa voglia) e stabilità (insomma deve essere protetta da golpe, rischi di dittatura, …). Fin qui tutti d’accordo? La domanda è: in una democrazia si può instaurare una dittatura in maniera legale? Se si può allora la democrazia non può essere stabile ed è costantemente a rischio (potrebbe avere i giorni contati anche da noi, dunque la nostra libertà potrebbe essere in pericolo…), se non si può allora il popolo non ha libertà di scelta totale (la nostra libertà è già compromessa dalla democrazia stessa).
PARADOSSO!

E’ inutile che io rinneghi le mie letture odifreddiane, molte di queste cose le ho imparate da lui!

Ora apro una parentesi, tanto per annoiarvi un altro pochetto: I SOVIET. Come funzionavano?
I Soviet erano i “consigli rivoluzionari” della rivoluzione d’ottobre. Erano costituiti direttamente dai lavoratori e dai cittadini. Insomma era il cittadino a prendere le decisioni, non c’erano politici veri e propri. Lo Stato era una Unione Sovietica, una unione di molti Soviet autonomi, appunto. In partenza questi gruppi erano assemblee nate spontaneamente da gruppi operai (tipo i sindacati possiamo dire) ma in seguito nacquero Soviet di villaggi, Soviet di scrittori, marinai… insomma ogni categoria poteva formare un proprio Soviet. Gli uomini politici, tutti tranne i nemici dell’Unione Sovietica, poterono aderire tranquillamente ai Soviet (sia i comunisti che i menscevichi, ed altri minori…). Ognuno poteva far parte di molti Soviet diversi e partecipare alle votazioni. La struttura era piramidale, nel senso che i Soviet delegavano uno o più compagni in qualità di rappresentanti. Lo stipendio di questi ultimi non poteva allontanarsi molto da quello dei compagni di Soviet, e c’era la possibilità di “sfiduciare” in qualsiasi momento queste persone.
La guerra civile e la successiva ascesa al potere di Stalin resero impraticabile la via dei Soviet, poichè l’Unione si trasformò di fatto in una Repubblica.

Se pensiamo al “termine” democrazia ci accorgeremo che non fa riferimento al voto espresso dalla maggioranza, ma solo al volere del popolo.
Nei Soviet ognuno era responsabile dei propri settori, e non si delegavano le scelte a nessuno! Insomma era un vero e proprio “governo del popolo”.
Con questo non voglio dire che i Soviet son meglio del nostro sistema, voglio solo ricordare che esistono MOLTI sistemi democratici. Un premio Nobel dimostrò che non ne esiste uno perfetto, ma perlomeno possiamo impegnarci a trovare il migliore, il più democratico.

In conclusione: nell’attuale sistema siamo ancora in grado di scegliere? Potremmo scegliere ad esempio di “governarci da soli” costituendo roba tipo Soviet? O potremmo decidere di delegare tutto ad un solo dittatore? (Non che io voglia una di queste due cose) O potremmo scegliere davvero di modificare le regole democraticamente e a nostro piacimento?
Oppure la politica ci tiene imbrigliati in questa psico-pseudo-democrazia nella quale c’è qualcuno che sceglie per tutti (e poi ci dice “lo vogliono gli italiani)?

2 risposte a Democrazia, Soviet o dittatura. Una scelta possibile?

  1. Ambra Colacicco scrive:

    M.. Secondo me in una situazione di pluralismo mediatico e informativo la democrazia funziona. In economia i mercati idealmente perfetti sono quelli in cui nessun operatore sul mercato sia in grado di influenzarne l’andamento: sono tutti al pari e il consumatore non ha pressione alcuna su chi come e quando rifornirsi.
    Perchè per l’informazione deve essere diverso?

    Questo è quello che manca all’Italia, è quello che ci rende diversi dalle restanti democrazie europee e mondiali e che, a mio avviso, ci taglia fuori dalla definizione di democrazia. Il problema non è Casini, Velrtoni, Berlusconi, chi prende di +, ma perchè prende di più. Berlusconi senza i suoi media, senza quell odioso discorso a reti unificate non avrebbe mai vinto. Mai. Lo stesso nel 2001, e purtroppo nel 2008…

  2. alvaraalto scrive:

    quel che voglio dire è che molti non si rendono conto di essere in democrazia. Ci sono e basta, non è una loro scelta. E’ una cosa ereditata dai genitori:
    ti impongono un nome, una religione, una lingua da parlare e la democrazia.
    Mi piacerebbe che quando uno diventa adulto sia poi in grado di dire:
    questa religione non mi piace (o eventualmente mi piace), la lingua ok, la democrazia mi piace (oppure no😦 ). Insomma saper scegliere e rendersi conto di quel che c’è attorno. Capire che esistono tante religioni, tante culture e anche tanti sistemi di governo, e rendersi conto di quanto siamo fortunati noi ad averla, la democrazia. Così da essere magari in grado di valutare e votare con coscienza.
    per il resto
    viva la democrazia,
    ci mancherebbe!

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