Quanto?

In Campania stamm’ pa’ ‘a munnezza mmiezz ‘e strade pecchè nun facimme ‘a raccolta differenziata.
In Campania tenimm nu cuof’n ‘e discariche abbusive pecchè nun facimme ‘a raccolta differenziata.

Vi presento un caso dello scorso anno:
Nel Vallo di Diano, provincia di Salerno, il comune di Atena Lucana è riuscito a fare ben il 97,9% di raccolta differenziata (fonte Legambiente). Ci ho pensato a lungo: è possibile, non è possibile… è troppo, è esagerato… Sarà perchè Atena Lucana ha circa 2000 abitanti e probabilmente non ha supermercati e robe del genere (sono i supermercati che ci fanno fare monnezza perchè se compri l’olio, il vino, il formaggio, la carne, ‘e muzzarelle, eccetera direttamente da chi le produce non hai niente di non ricilabile), oppure sarà per qualche altro motivo…

Anche in zone geografiche come il Vallo di Diano però ogni tanto vengono beccate delle discariche abusive

Allora quanta differenziata serve per eliminare lo stupefacente traffico delle monnezza?
E poi, un paese con una differenziata perfetta quali percentuali potrebbe raggiungere?
Il 60%? Il 70%? Il 97,9%?

Prima di pensare una risposta ecco una lista* di oggetti in generale non riciclabili**, fonte il consorzio piemontese CIDIU
*io riporto quello che leggo, non so se la lista è giusta, e se ogni società di smaltimento ha la stessa lista… perciò attenetevi alle regole per il riciclo della vostra zona!
**alcuni di questi, scomposti possono avere parti riciclabili, o possono essere portati in centri specializzati nel recupero materiali

accendini
adesivi
aghi
assorbenti
astuccio rimmel
astuccio rossetti
bacinella
bastone scopa
batuffoli e cotton fioc
bianchetti
bicchieri di plastica
bigiotteria
biro
boccette profumi
bombolette spray
bomboniere
caffettiere
calze di nylon
candele
cards plastificate (tipo bancomat)
carta argentata (tipo uova di Pasqua)
carta forno
carta per alimenti (tipo formaggi e salumi)
cartelline
cassette audio
caschi per moto e bici
ceramiche
cerotti
chiavi
ciabatte
cialda in plastica per caffè espresso
colla stick
colori ad olio, tempere, acrilici
copertine quaderni ad anelli
cosmetici
cotone idrofilo
cover di cellulari
gusci di cozze, vongole, lumache
creta
croste in cera di formaggi
cuscini
tubetti dentifricio
dischi
dvd
elastici
escrementi
evidenziatori
fili elettrici
fiori finti
floppy disk
forbici
fotografie
gabbietta per animali
giocattoli
gomma da masticare
gomma per cancellare
gomma piuma
guanti in gomma
gusci d’uovo
lampade
lastre di vetro
lettiere per animali
matite
mollette per bucato
mozziconi di sigarette
nastri per regali
negativi fotografici
occhiali
orologi
palette
palloni da gioco
pannolini
pellicole fotografiche
peluches
pennarelli/pennelli
pettini
piastrine per zanzare
piatti in ceramica
polvere
pirex/teglie
pneumatici con o senza cerchioni
pongo
portachiavi
posate/piatti in plastica
preservativi
quadri
radiografie
rasoi usa e getta
righelli
sacchetti per aspirapolvere
saponette
scarponi sa sci/sci
schedine Lotto Enalotto Totocalcio
scope
scopini water
scotch
secchi
siringhe
spazzole
spazzolini da denti
specchi
spugnette/stracci
strisce di cuoio
tamponi per timbri
tappezzeria
vasi in genere
videocassette
zerbini

Allora, a che percentuale arriviamo?

2 risposte a Quanto?

  1. peperitapatty scrive:

    Io ho una passione perversa per la raccolta differenziata e un pochino me ne intendo.
    E per questo innani tutto smetterei di parlare dei percentuali come un succeso.
    Qualche mese fa Saitta, presidente della provincia Torinese, sbandierava un 70% di raccolta differenziata.
    Come se di per se fosse un successo.
    Se per comprare 6 uova produco una scatola di cartone, una di plastica e 6 gusci.
    Se per smaltie il 100% di una scatola di uova mi servono 3 camioncini della nettezza urbana che in 3 giorni diversi passano da casa mia per il porta a porta, non mi sembra comunque un buon successo.
    Poi certo, si può gioire che nel vallo di Diano siano così bravi (e ne dubito… finanche io che stacco la carta dalla bottiglia di salsa, che suffivido le cose a pezzettini credo di non raggiungere una percentuale così alta nonstante tutti mi prendano in giro)… ma il problema dei rifiuti dipende dai volumi e non dalle percentuali!!

    Ad ogni modo, in molte città molte delle cose che hai elencato sono differenziabili…
    dipende da chi ha l’appalto!!

  2. daniele della rocca scrive:

    Il problema della spazzatura pare che esista solo perchè la gente svoti la propria pattumiera. In realtà, dentro e fuori le i stituzioni, ci sono persone che speculano su questo fatto, trasformandolo in un business. A Napoli è finita con una rivolta che ha agevolato la caduta di un governo e la cacciata di una classe politica; a Salerno, il sindaco Vincenzo De Luca ha reinventato la raccolta differenziata obbligando la gente a tenere la propria monnezza chiusa in casa. In realtà la raccolta differenziata si fa già da più di dieci anni: ciò che non esiste ancora è un progetto di smaltimento dei rifiuti accumulati, perchè non ci sono (ancora) strutture idonee. Però la gente è corta di memoria e ha trasformato l’ottimo sindaco De Luca in un eroe, anche se fino a poco fa strombazzava la costruzione di una metropolitana, mentre Salerno (che aveva bisogno di ben altro) affogava nei rifiuti.

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