A smorfia ‘e Troisi: Napule

Vorrei approfittare del fatto che questo sketch è trasmesso in eurovisione per mandare un saluto a tutti i lavoratori all’estero, e in particolar modo ai napoletani all’estero, visto che la smorfia è napoletana, e vorrei rassicurarli sulle condizioni di Napoli, chist’ stanno all’estero, nun sanno a Napoli come se sta, circolano tante voci “Napule è accussì…”, e invece no: stiamo benissimo. Vorrei dire a tutti i napoletani all’estero che stiamo bene. A napoli tutto, industrie, commercio, tutto florido, mai come a questa volta stiamo andando veramente ben… tutt…

E’ finita l’eurovisione? Stiamo tra di noi mo’?

Nuje a Napule stamm’ ‘nguajate, eh!
Quelli stanno all’estero , facciamoli lavorare tranquilli, ma è meglio che fra di noi se sanno chesti cose… stamm’ ‘nguajate…
Per esempio: vi pare mai possibile che nel 1977 a me mi tocca ancora andare al mercato nero? Non il mercato nero che ce stava al tempo di guerra, no: proprio al mercato nero, spuorco ‘nsomma, senza a me’ lavà! E’ il problema dell’acqua: uno dei tanti problemi ca ce sta a Napoli è stu fatt’ dell’acqua. Chissà chi è che è andato a dire in giro “Il napoletano non ce la fa più! Sta con l’acqua alla gola!”: immediatamente si sono pigliati l’acqua. Subito, la prima cosa che hanno pensato di fare per aiutarci! Però fa vedere che ci sta volontà e cosa di aiutarci e questo ci fa piacere. Poi loro dicono “Vabbè il fatto che non scende l’acqua è colpa degli acquedotti”, dicono “Gli acquedotti sono complicati, sono difficili da usare” e questo è vero. Figuratevi che a Napoli ci sta gente che con gli acquedotti invece di berci ci mangia! Non per cattiveria, proprio perchè non hanno capito il meccanismo… Però ci danno i consigli, si fanno sentire, questo è vero, per esempio hanno detto “Ci manca l’acqua siamo d’accordo, bevete l’acqua della salute, l’acqua minerale, quella vi riporta pure dieci anni indietro”. Che poi aggiunti a tutti gli anni indietro che ci hanno sempre tenuti loro, a napule si manca l’acqua natu par’ ‘e journe, turnamm’ nata vota tutt’quant’ criatur’. Ci si incontra a Napoli “Uèèè, uèèè!”. Che poi uno può dire che è buono il fatto di tornare bambini, ce ne veniamo tutti quanti a Napoli, risparmiamo sulle cure per ringiovanire, e invece no: a Napoli non conviene neppure a tornare bambini. No, perchè con la mortalità infantile che ci sta a Napoli sapete come diventa? Uno torna bambino, pigl’ e subito se more a Napule! I bambini subito muoiono. Uno è bambino, invece di dire “tiene tutta una vita davanti” tu dici “tiene tutta ‘na morte annanze”. Infatti negli ospedali, nelle case di maternità, non si domanda più “Dottore, è maschio o femmina?”, no si va e “Dottore, è maschio, è femmina o è virus?”. Figuratevi che la signore che abita nel palazzo mio ha parturito nu virus ‘e sei chili e ‘mmiezz! Appena l’ha visto ha fatto: “E’ bell u streptococc’ ‘e mamma!”. Che poi tra l’altro, la mortalità infantile a Napoli non è neppure ‘na calamità, un disastro, no, quello è un preciso piano di risanamento voluto dalla Cassa da morto per il Mezzogiorno. Cioè è tutto preventivato, loro in questo modo aiutano pure per il fatto della disoccupazione, dicono “Chist’ moron criatur’…”, e infatti la disoccupazione: la disoccupazione pure è un grave problema a Napoli che pure stanno cercando di risolvere, di venirci incontro. Stanno cercando di risolverlo con gli investimenti. Soltanto ca po’ a volontà ce l’hanno messa. però hanno visto che con un camion quanta disoccupat’ ponno ‘nvestì? Uno, duje, chilli so’ tante ‘e’lloro! Ca chilli hanno ragione “vuje site tropp’, nuje ve vulimm aiutà, ma…”. Effettivamente se in questo campo ci vogliono aiutare, vogliono venirci incontro, con una politica seria, devono fare camion più grossi. Comunque è arrivata una notizia positiva riguardo l’occupazione, il governo, che si fa sempre sentire, ha detto che presto il napoletano non dovrà più emigrare in Svizzera. Questa è una cosa buona… ma non il governo italiano: il governo svizzero l’ha detto. Ci sono questi piccoli problemi che noi viviamo quotidianamente; ah: il problema della casa. A Napule nun se trova cchiù casa. Comunque loro dicono “Vabbè, ce sta ‘u blocc ‘re fitti, però”, è ‘na parola. Il napoletano si è fissato che il blocco dei fitti è una malattia nuova. Chill’ va addò u proprietario, domanda ‘o prezz, appena sent’ u fitt rimane bloccato. Ci sta nu sacc ‘e gente ricoverata o ‘spitale pù u blocc’ re fitt, eh! E’ una cosa, io ho capito anche perchè ci hanno sempre chiamati mezzogiorno d’italia: per essere sicuri, loro, che a qualunque ora scendevano al Sud, si trovavano sempre in orario pe ce mangià ‘ra copp’. Quello è mezzogiorno, siamo in orario. E poi se escono “Il napoletano è simpatico, ride, abballa, tenen’ a museca rint’e vene!”. E per forza! Voi il sangue ce l’avite zucat’ tutt’ quant’!

Una risposta a A smorfia ‘e Troisi: Napule

  1. Partenopeo scrive:

    FORZA NAPOLI VIVA NAPOLI FORZA IL SUD D`ITALIA..NAPOLI REGNA NEI SECOLI DEI SECOLI AMEN!!
    CHJI PARLA MALAMENT E` NAPOLI E` ..
    INVIDIA E GELOSIA..SONO LE CARATTERISTICHE DI CHI NON E` NAPOLETANO!!
    SONG NAPULITAN E ME NE VANTO!!
    THE` ANCHIAPP THIE`…..TENG NAPUL DINT ALL`ANIMA!

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